Didattica
Patologie ORL
Decongestione dei turbinati La decongestione dei turbinati inferiori mediante radiofrequenze |
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Una delle cause più frequenti di ostruzione nasale è la rinopatia vasomotoria, che determina l'ipertrofia dei turbinati inferiori. L'unico trattamento in grado di ottenere la permanente risoluzione dell'ostruzione, nel rispetto della fisiologia nasale, è l'intervento chirurgico di decongestione sottomucosa. Recentemente però, grazie alle possibilità offerte da una nuova tecnologia (Coblation), è possibile utilizzare, in alternativa all’intervento in sala operatoria, una procedura ambulatoriale semplice ed i cui risultati finora si sono dimostrati sovrapponibili a quelli dell’intervento di decongestione “chirurgica”. Il Coblator è un dispositivo a radiofrequenze bipolare che esplica la sua azione solo in prossimità della sua punta, con trasmissione localizzata della corrente tra due elettrodi ravvicinati, senza diffusione termica od elettrica ai tessuti circostanti, con temperature locali che vanno dai 40°C ai 70°C, a seconda della potenza impiegata. Il Coblator, quindi, non brucia il tessuto ma ne effettua una vera e propria "ablazione" (Coblation —> "Cool - ablation" = ablazione fredda) mediante disintegrazione a livello molecolare.
Procedura chirurgica Come per ogni procedura chirurgica che interessa una zona molto sensibile come il naso, 30 minuti prima della decongestione verrà praticata una iniezione i.m. di Atropina (0.5mg). La mucosa della fossa nasale viene preparata con una spruzzata di anestestico locale (Xylocaina 10%). Viene quindi infiltrata una opportuna dose di anestetico (Xylocaina 2%). E’ necessario, quindi, che il paziente informi il medico di eventuali allergie a farmaci anestetici. Alla rimozione dell'ago, visto il mancato uso di vasocostrittori, segue necessariamente un piccolo sanguinamento, immediatamente bloccato da una breve compressione con una garza imbevuta di acqua ossigenata. L'intera procedura è praticamente indolore, sebbene eventuali applicazioni prolungate od in aree non ben raggiunte dall'anestetico, possano determinare transitorie "fitte dolorose" di durata istantanea, che possono suggerire una ulteriore infiltrazione di anestetico. La Xylocaina, infatti è un anestetico ad azione molto rapida ma fugace, utile per procedure brevi come quella sopra descritta. La completa assenza di epistassi post-operatoria permette di evitare il tamponamento nasale. Trenta minuti dopo il termine della procedura (periodo di semplice osservazione, soprattutto per monitorare gli effetti oculari dell‘atropina) il paziente può tornare a domicilio con qualunque mezzo (aereo incluso, visto che il naso non è ostruito) e riprendere dal mattino seguente le proprie normali attività. La presenza di abbondante secrezione nasale acquosa o mucosa per 4-5 giorni dopo la procedura è invece quasi la regola, ed è dovuta alla normale reattività del naso a qualunque manovra. Deve essere interpretata come una difesa della mucosa del naso e può esser controllata con l'impiego di anti-istaminici orali e spray non vasocostrittori. Nei successivi controlli post-decongestione da praticarsi a distanza di una settimana, si effettuerà la detersione del naso da eventuali croste. Occasionalmente è stata riferita nelle 48 ore una sensazione dolorosa a livello della piramide nasale, controllata con i comuni antidolorifici e/o un lieve gonfiore, che non necessita di terapia specifica. |
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