Caro dottore,
il concetto da lei espresso sembra chiaro però vorrei capire:
1 – lei scrive che 50 db di volume del rumore bianco (WN) potrebbe causare temporanea ipoacusia ma, in base a questa tabella stilata dall’arpa:
20 dBA e meno - ambiente silenziosissimo: stanze da letto di notte in ambiente silenzioso con doppi vetri chiusi. Si sentono ronzare le orecchie.
30 dBA - ambiente silenzioso: rumore di fondo di una camera tranquilla di giorno a finestre chiuse.
40 dBA - si avvertono rumori ambientali in lontananza: una stanza di giorno a finestre aperte, in zone tranquille.
50 dBA - rumore in esterno di giorno in zone tranquille.
60 dBA - rumore in esterno di giorno in zone trafficate.
70 dBA e oltre - strada molto trafficata e rumorosa.
http://www.arpa.vda.it/index.cfm?ambiente=1,43,104,0
50 db sembra essere una soglia di rumore “sicura” alla quale direi che la maggior parte della popolazione sia sottoposta per la maggior parte della giornata.
Quindi sussiste sempre il rischio ipoacusia temporanea a prescindere dalla terapia con WN?
Oppure è il “24ore” che fa la differenza (però la trt solitamente prevede 8H di ascolto)?
Per essere risolutivi: ritiene esserci una soglia entro la quale il WN non può comunque essere dannoso?
2- Perché parla di eventuale ipoacusia solo sulle frequenze acute?
Se fosse su quelle medie o gravi, non varrebbe il concetto espresso?
3-Cos’è esattamente una protesi ‘open fit’?
Dando per scontato che abbia la serva a correggere le ipoacusie, la sua funzione non è alternativa alla trt ma eventualmente complementare; difatti so che vengono proposte protesi con funzione di correzione ipoacusia con incorporato l’emettitore di WN.
Grazie.
Luca