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Nel caso degli acufeni, il dato del placebo più alto del normale (anche secondo le mie conoscenze stiamo intorno al 27%) è dovuto alla difficoltà di operare su gruppi omogenei ed alla finalità della terapia proposta.
Mi spiego: in tutti gli studi in cui si propone una terapia per gli acufeni vengono presi soggetti che hanno un acufene da almeno 6 mesi e in generale che non abbiano patologie psichiatriche maggiori. Capite bene che nello studio entra di tutto: traumi acustici, ototossicità, otosclerotici, menierici stabilizzati, depressi in stato non conclamato, ecc. In molti di questi pazienti la semplice attuazione di una terapia è già un dato positivo che incide sull'efficacia (e sul placebo)
L'altro problema è che l'efficacia della terapia per gli acufeni è valutata non solo, e non tanto, sulla effettiva riduzione o scomparsa del sintomo, quanto piuttosto sulla sensazione soggettiva di miglioramento (la tollerabilità). In questo caso entrano in gioco meccanismi emozionali, di fiducia rispetto al medico e alla struttura e motivazioni personali che poco hanno a che fare con la terapia in sè e che innalzano il valore dell'efficacia del placebo.
Dott. Attanasio
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