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Caro Dott. Attanasio, la ringrazio per la sua attenzione e disponibilità.
Evito da anni un controllo mirato all'acufene, l'ultimo generò in me, non dico ansia ma per un po' di tempo ho pensato che non sapevo se ce l'avrei fatta a passare la vita con questi fischi, condizione che mi riferirono i suoi colleghi dopo aver effettuato i test, allora, le assicuro, erano mooooooolto meno intensi e pervasivi che ora.
Ho dedicato il mio tempo a trovare rimedi per migliorare la mia capacità di riuscire a convivere con l'acufene.
Penso di essere riuscito a riconciliarmi abbastanza con questo intruso, il fatto che io sia qui a scriverne, altresì, è sintomo di una non completa riconciliazione.
Pratico meditazione ed il primo lavoro che devo fare, dopo quelli sulla respirazione e il rilassamento, è quello mirato all'accettazione di questa presenza; nel riprendere l'attività normale, non ricordo se l'acufene era presente ma il ritorno alle normali percezioni a volte è choccante quanto un forte scossone o un'esplosione. Va bene comunque.
Nelle normali attività, lo percepisco costantemente, un rumore o un suono, per sovrastarlo, deve essere molto forte, l'unico suono che anche ad un basso numero di decibel, non permette all'acufene di farsi sentire è quello provocato quando friggo in cucina.
Sono risalito, pensandoci bene, analizzando anche le mie abitudini indietro nel tempo, all'inizio di quello che scoprii essere un acufene, e sto parlando di circa trent'anni.
A quell'epoca ero un ragazzino e il fatto che allora la mia vita si modificò incisivamente a causa del divorzio dei miei genitori, con tutti i conseguenti problemi, poteva essere una significativa componente psicologica da generare un acufene. Ho pensato anche a questo.
A quell'epoca cominciai a lavorare, non per comprarmi gli sfizi di un bambino ma per pagare affitto e bollette, e da allora faccio un mestiere che adoro, il tipografo. I continui rumori delle macchine sicuramente danno un aiuto ai fischi. Cuffie e tappi non li ho mai usati per poter sentire meglio i vari rumori, utili ad una più facile gestione delle attrazzature.
Comunque c'è, anche in questo momento, mentre ascolto la radio di quelli del piano di sotto, mentre sento passeri e merli sui tetti, mentre sento il clacson di qualche veicolo transitante nell'incrocio qua vicino, mentre il gatto vicino a me ronfa.
Pratico, da quando seguo questo forum, l'arricchimento sonoro, ora se non altro, dormo un po' di più e, soprattutto i mini risvegli non diventano definitivi come un tempo, subito mi riaddormento. Prima, una volta sveglio, il sonno e la stanchezza dovevano essere veramente intensi per permettermi il riaddormentamento.
Non so se ciò che le ho comunicato con questa mia le è sufficiente, ma a lei ho da porre questa semplice domanda:
- C'è qualcosa che posso fare per eliminarlo completamente o devo continuare così?
L'unico dubbio sulla mia resistenza lo attribuisco al passare del tempo, riuscirò, tra qualche anno, quando gli anni saran tanti di più, a comportarmi con me stesso così come faccio ora?
La ringrazio anticipatamente per una sua certa risposta.
Un abbraccio
Penitenti Massimo
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