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Impianto Cocleare

Che cos’è?

E’ un dispositivo elettronico che cattura i suoni e, a differenza della comune protesi acustica che amplifica semplicemente i suoni, li converte in una serie di impulsi elettrici che sono inviati al nervo uditivo attraverso una serie di elettrodi inseriti nella coclea. I segnali bio-elettrici condotti attraverso il nervo acustico e le vie uditive raggiungono le aree uditive cerebrali e evocano una percezione uditiva, ripristinando (o iniziando) la percezione del linguaggio parlato.

 

 

Come è fatto?

La parte esterna:

  1. Microfono, che capta i suoni dall’ambiente
  2. Processore vocale, che elabora digitalmente i suoni.

Nei dispositivi più recenti il microfono e il processore vocale sono inseriti in una unità esterna che ha le stesse dimensioni di una protesi acustica tradizionale e si veste nello stesso modo. Un cavo di connessione unisce l’unità esterna a un trasmettitore che per radiofrequenza si interfaccia con il ricevitore-stimolatore interno ed è tenuto in sede per mezzo di un piccolo magnete.

La parte interna:

  1. Ricevitore/stimolatore, chirurgicamente inserito, è in grado di trasformare l’informazione verbale codificata dal processore esterno in impulsi elettrici e governa l’attivazione di specifici elettrodi endococleari, in base alle caratteristiche del suono.
  2. Gli elettrodi endococleari (da 16 a 22) costituiscono la porzione terminale della parte interna e vengono inseriti direttamente nella coclea, la cosiddetta scala timpani

 

Indicazioni

  1. Sordità bilaterali a sede cocleare comunque originate
  2. La disfunzione/agenesia del nervo uditivo e in linea generale le sordità di tipo centrale controindicano il ricorso a tale soluzione, condizioni che rendono peraltro scarsamente efficace anche la protesizzazione acustica

 

A quali pazienti è utile?

In linea generale, anche se ogni caso viene attentamente valutato in maniera multidisciplinare dal team specialistico, si può schematizzare nel modo seguente.

Negli adulti:

  1. Sordità severa-profonda cioè uguale o superiore a 70 dB per le frequenze da 250 a 4000 Hz, insorta in epoca post-verbale, cioè dopo l’acquisizione del linguaggio.
  2. Livello di riconoscimento verbale uguale o inferiore al 50% a 60 dB HL in open-set nella migliore condizione di amplificazione protesica.

La scelta del lato da impiantare:

  1. Nei casi in cui bilateralmente vi sono scarsi residui uditivi è opportuno impiantare l’orecchio con deprivazione uditiva più breve o con il quadro radiologico migliore.
  2. Se invece è presente un udito residuo, la scelta dovrebbe cadere sull’orecchio peggiore se la coclea appare pervia alla TC, riservandosi l’opzione della protesi acustica sull’orecchio controlaterale per utilizzare i potenziali vantaggi dell’udito binaurale. 

Nei bambini:

  • Età minima di 12 mesi
  • Sordità severa-profonda cioè uguale o superiore a 70 dB per le frequenze da 250 a 4000 Hz
  • Livello di discriminazione inferiore al 50% a 60 dB HL
  • Nessuno o scarso beneficio dalle protesi acustiche
  • TRIAL protesico di almeno 3 mesi 

 

Rischi e complicanze

I rischi e le complicanze successive alla chirurgia di impianto cocleare sono rare, ma tuttavia presenti. Esse includono: emorragie, ematomi, infezioni, difetto di funzionamento del dispositivo, paralisi del nervo facciale, acufeni, vertigini e infine scarso risultato uditivo.

Sicuramente la complicanza più temuta è la meningite batterica, cioè l’infezione dei fluidi e dei tessuti che circondano il cervello. Poiché l’IC attraversa l’orecchio medio e interno, batteri presenti nell’orecchio medio possono essere veicolati proprio lungo gli elettrodi nei liquidi normalmente sterili della coclea e da questi al cervello. Questa grave complicanza ha raggiunto la sua massima frequenza in un periodo molto limitato di tempo, alla fine degli anni ’90, quando è stato messo in commercio un particolare tipo di elettrodi che per facilitare il loro inserimento richiedevano l’uso di un dispositivo, chiamato ‘positioner’ che si è poi rilevato la principale porta di ingresso dei batteri.

In un recente studio osservazionale si è rilevato come su 60.000 pazienti impiantati i casi di meningite sono stati 91 (0,15%) e che 17 sono risultati purtroppo letali (0,03%). Già da alcuni anni, comunque tutti i pazienti candidati a chirurgia di IC vengono sottoposti a vaccinazione contro i comuni batteri responsabili di meningite.


 

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