Impianto Cocleare |
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Che cos’è? E’ un dispositivo elettronico che cattura i suoni e, a differenza della comune protesi acustica che amplifica semplicemente i suoni, li converte in una serie di impulsi elettrici che sono inviati al nervo uditivo attraverso una serie di elettrodi inseriti nella coclea. I segnali bio-elettrici condotti attraverso il nervo acustico e le vie uditive raggiungono le aree uditive cerebrali e evocano una percezione uditiva, ripristinando (o iniziando) la percezione del linguaggio parlato.
Come è fatto?
Nei dispositivi più recenti il microfono e il processore vocale sono inseriti in una unità esterna che ha le stesse dimensioni di una protesi acustica tradizionale e si veste nello stesso modo. Un cavo di connessione unisce l’unità esterna a un trasmettitore che per radiofrequenza si interfaccia con il ricevitore-stimolatore interno ed è tenuto in sede per mezzo di un piccolo magnete. La parte interna:
Indicazioni
A quali pazienti è utile? In linea generale, anche se ogni caso viene attentamente valutato in maniera multidisciplinare dal team specialistico, si può schematizzare nel modo seguente. Negli adulti:
La scelta del lato da impiantare:
Nei bambini:
Rischi e complicanze I rischi e le complicanze successive alla chirurgia di impianto cocleare sono rare, ma tuttavia presenti. Esse includono: emorragie, ematomi, infezioni, difetto di funzionamento del dispositivo, paralisi del nervo facciale, acufeni, vertigini e infine scarso risultato uditivo. Sicuramente la complicanza più temuta è la meningite batterica, cioè l’infezione dei fluidi e dei tessuti che circondano il cervello. Poiché l’IC attraversa l’orecchio medio e interno, batteri presenti nell’orecchio medio possono essere veicolati proprio lungo gli elettrodi nei liquidi normalmente sterili della coclea e da questi al cervello. Questa grave complicanza ha raggiunto la sua massima frequenza in un periodo molto limitato di tempo, alla fine degli anni ’90, quando è stato messo in commercio un particolare tipo di elettrodi che per facilitare il loro inserimento richiedevano l’uso di un dispositivo, chiamato ‘positioner’ che si è poi rilevato la principale porta di ingresso dei batteri. In un recente studio osservazionale si è rilevato come su 60.000 pazienti impiantati i casi di meningite sono stati 91 (0,15%) e che 17 sono risultati purtroppo letali (0,03%). Già da alcuni anni, comunque tutti i pazienti candidati a chirurgia di IC vengono sottoposti a vaccinazione contro i comuni batteri responsabili di meningite. |
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